Cenni storici
La Calabria è ricca di cave di marmo e di granito, in alcune zone si trova uno dei graniti più duri del mondo. Dai rossastri, carnicini, bianchi e grigi graniti della provincia di Cosenza, si passa ai verdi e grigio-scuri graniti catanzaresi; alle dioriti di Vibo Valentia e Montauro; alle siemiti di S. Giorgio di Rossano e San Demetrio Corone; ai porfidi quarziferi di S. Giovanni in Fiore e Fiumarella. Su questi porfidi esiste una leggenda: si racconta che il Mago Mamone, giunto nei pressi di S. Giovanni in Fiore e messosi a riposare dal lungo cammino fatto per le gole silane, si ferì con dei cardi, e il sangue copiosamente sgorgato gocciolò al suolo permeandolo profondamente. Le imprecazioni lanciate dal Mago furono così aspre e violente che il terreno tremò ed il sangue si pietrificò: ebbero così origine i tenaci e bellissimi porfidi rossastri di queste parti. Quanto ai marmi veri e propri, basterà citare i bei porfidi cosentini, quelli catanzaresi, il porfido euritico di Serra S. Bruno, quello tipico di S. Luca. Inoltre, la pietra verde di Delianuova, il marmo bianco di Oppido Mamertino, i cipollini di Gerace. Caratteristico è il verde di Calabria del catanzarese e il marmo rosa di Gimigliano. I marmi calabresi sono tanto apprezzati in tutta Italia per la loro bellezza da essere prescelti per opere architettoniche o scultoree.
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