MOBILI E COMPLEMENTI D'ARREDO
La produzione di mobili d’arredo è molto diffusa
sul territorio calabrese. I manufatti, realizzati in
serie o su misura, in stile classico o moderno sono
ispirati alla tradizione popolare e contadina.
Di pregevole fattura anche quelli “rivisitati” in
una pregevole operazione di riconversione
stilistica. Il sapiente artigiano calabrese del legno
intaglia credenze d’altri tempi semplici o più
ricche, magari ornate con motivi incisi,
cassapanche nuziali, di eccezionale
valore artistico, armadi,
culle, tavoli robusti e massicci
spesso intarsiati nello
stile classico.
Diverso, ma altrettanto pregevole,
l’arredo di stile tradizionale:
mobili più forti ma
semplici, solidi ma gentili,
con l’impronta rude della
montagna nello stile contadino
della così detta arte povera,
che mantiene inalterata
nel tempo la sua bellezza di
tipo familiare e domestico.
LE SEDIE
In Calabria, la presenza di artigiani produttori di
sedie è molto antica. Questo settore della lavorazione
del legno è fiorente in tutta la regione:
famosa la caratteristica sedia impagliata di
Serrastretta, un paese al centro della Sila piccola,
a nord tra Lamezia Terme e Catanzaro. Questa
tipica sedia così originale nei materiali e nelle
forme, unisce l’abilità nel modellare il legno alla
lavorazione della paglia.
Il modulo ricalca quello tipico
della sedia d’uso comune
dell’antica tradizione locale.
La lavorazione è
effettuata a mano.
Uno dei legni più usati nella produzione di sedie
è il faggio, di cui la Calabria è ricca. Ma le nuove
produzioni sono caratterizzate anche dall’uso del
castagno. Le sedie calabresi sono inconfondibili:
al legno pregiato uniscono la grande competenza
dei “maestri” artigiani che tramandano i segreti di
questa lavorazione tipica da generazioni.
Oltre ai modelli della tradizione, vi è anche una
importante realtà inspirata al nuovo design che
testimonia una continua ricerca di elementi
nuovi e di tendenza con un obiettivo
preciso: dare un tocco di unicità agli
arredi della vita quotidiana.
Le sedie calabresi per la qualità dei materiali e l’originalità
hanno conquistato un grande spazio nel
mercato nazionale ed internazionale. Un prodotto
inconfondibile ed inimitabile che unisce il valore
estetico alla robustezza, alla stabilità e alla durata
.
OGGETTISTICA - SCULTURE
Testimonianza della produzione ancora oggi
molto diffusa sul territorio regionale di oggetti di
uso comune è la comunità etnico-linguistica dei
Grecanici, lungo l’estrema fascia ionica meridionale
della regione. I pastori producono e vendono
oggetti d’uso comune come le “musulupare”
stampi in negativo per la produzione di formaggi,
i timbri per dolci, (usati per imprimere segni
rituali), cucchiai, ciotole, taglieri, posate. Oltre a
questi oggetti, rientrano nella tradizione della
zona le meravigliose conocchie, le stecche da
busto e le navette da telaio che si possono ammirare
nel Museo delle Tradizioni Popolari e del
Folklore di Palmi.
Le une e le altre avevano un preciso significato:
erano un pegno d’amore del giovane pastore alla
sua bella.
Nella conocchia egli racchiudeva un sassolino
che, quando la conocchia girava, produceva un
rumore che doveva tenere sveglia l’amata.
Accanto alla produzione d’oggetti d’uso comune
di tipo tradizionale esiste una produzione di particolare
valore artistico: le sculture.
Si tratta di pezzi unici lavorati a mano, di grande
pregio, che si ispirano a valori locali, religiosi,
oppure del tutto innovativi e moderni: statue e
figure sacre, angioletti, madonne, presepi, personaggi
caratteristici, giocattoli.
Particolarmente importante la produzione fedele
e insieme poetica di sculture ispirate al mondo
animale.
La capacità manuale dell’artigiano nell’intaglio,
nell’incisione, nella decorazione, si evidenzia in
tutta la sua paziente abilità con notevoli differenze
stilistiche e specificità espressive, con chiaroscuri
quasi barocchi nell’alternanza di rotondità e
rientranze, nel panneggio morbidamente scolpito
di effetto quasi scenografico: figure sacre, puttini,
foglie, fiori, animali, sia come oggetti singoli che
abilmente composti.
PIPE
La materia prima prodotta dai boschi calabresi è
molto adatta per confezionare pipe di ottima
qualità. Particolarmente apprezzata la produzione
di pipe di grandissimo pregio realizzate in radica
di noce.Per la realizzazione delle pipe si usa una
protuberanza della radice della pianta Erica
Arborea detta “ciocco”.
Il “ciocco” prima di essere utilizzato viene fatto
stagionare almeno 2 anni (la stagionatura può
anche essere più lunga, alcuni artigiani calabresi
usano il “ciocco” solo dopo 9 anni).
Questa lunga stagionatura infonde al tabacco un
gusto particolare ed unico.
Il processo lavorativo delle pipe calabresi è
affascinante. La lavorazione è ancora realizzata a
mano in tutte le sue fasi. E’ un procedimento ,
attraverso il quale, con una lentissima scansione
di tempo, si perviene all’oggetto finito.
La produzione di pipe è una tradizione
tramandata da padre in figlio ed è fra le più antiche
e famose attività artigianali della regione.
E’ un lavoro appassionante e delicato e costituisce
una delle voci più importanti per la
commercializzazione nei mercati nazionale ed
internazionali. Le pipe calabresi risultano al
primo posto nelle collezioni degli amatori e ricercatori
più illustri, sia per le loro qualità funzionali
che estetiche.
Nelle vetrine dei negozi più famosi del mondo
vengono esposte come elemento di grande
distinzione, raffinatezza ed eleganza.
Strumenti musicali
La produzione di strumenti musicali, di altissimo
pregio, è ancora viva soprattutto in alcuni zone
della regione. Famose alcune botteghe, come
quella dei liutai di Bisignano (CS) o di
Delianuova (RC).
Questa arte affonda le sue radici nella più antica
tradizione artistica del settecento e viene realizzata
ancora oggi con legni pregiatissimi ed altamente
selezionati.
E’ un settore che si distingue per l’esclusività dei
suoi prodotti che sono veri e propri capolavori
conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, scelti
dai più grandi artisti.
Arte raffinata, tramandata da padre in figlio, che
si tenta di tutelare con apposite scuole di formazione
al fine di consentire all’artigianato calabrese
di mantenere l’eccezionale qualificazione conseguita
in questo settore così elitario, affascinante e
insieme misterioso.
VIMINI
Con il vimini e la paglia prodotti in Calabria si
preparano i tradizionali “cannistri” cioè contenitori
per la raccolta della frutta, “panari” o
“fulazze” per l’esposizione al sole dei pomodori,
dei fichi o delle melanzane.
Per queste lavorazioni viene anche usato il legno
di castagno tagliato a strisce. Un posto d’onore in
questo settore spetta a Soriano (VV) dove c’è una
produzione differenziata e rilevante anche dal
punto di vista quantitativo.
Così come vi si producono sedie impagliate,
cestini, utensili, tra i quali il bellissimo ventaglio
per attizzare il fuoco.
Tipica di Soriano è comunque la lavorazione di
mobili in giunco, bambù, rattan e midollino,
particolarmente adatti alla realizzazione di arredi
sia rustici che classici e moderni.
In questo settore, l’artigianato di Soriano si è
particolarmente qualificato anche con un
moderno design apprezzato ed introdotto sui
mercati nazionali ed esteri.
MAESTRI D'ASCIA - BARCHE
L’antica tradizione marinara, unitamente all’industriosità
delle popolazioni residenti nella fascia
litoranea Jonica e Tirrenica è documentata dalla
particolare abilità manuale e ingegneristica dei
cosiddetti “maestri d’ascia”. Tra i costruttori di
barche, i più famosi sono quelli di Bagnara, che
alla grande capacità tecnica uniscono una
particolare cura nella ricerca formale, sempre nel
rispetto della tradizione.
La conoscenza del mare, palcoscenico principale
di avventure, di ricchezze, di privazioni fin da
tempi più remoti della Calabria, si esprime nelle
mani dei “maestri d’ascia”, come una carezza
d’amore. Nascono così dolcissime, concave forme
in legno, leggere come un guscio di noce,
dondolanti e veloci, più del tonno, più del pesce
spada, più del canto delle sirene che ancora si può
ascoltare nel vento di Scilla.
